I’ che casatiello! si usa dire a Napoli per una persona che è troppo pesante…certo il casatiello, con il ripieno abbondante di formaggi e salumi, le uova e l’uso dello strutto… leggero non è, ma sarebbe un vero peccato non assaggiarne una fetta nella scampagnata di Pasquetta. Il casatiello, come noto, è una delle torte salate tradizionali napoletane, tipica del periodo di Pasqua, e si distingue dal ‘tortano’ per la presenza delle uova all’esterno, incastonate con tutto il loro guscio sulla sua superficie (nel tortano invece le uova sono nel ripieno).
Non solo tutti gli ingredienti di questa torta rappresentano un simbolo della Pasqua: il pane, il salame, il pecorino e le uova, fissate a croce sull’impasto. Ma la stessa forma a ciambella ha una sua valenza pasquale ben precisa, a ricordare la corona di spine di Gesù Cristo, cosicchè mangiandola si lenisce simbolicamente quel dolore.
Le varianti del casatiello sono numerose: regionali, locali ma anche familiari. C’è chi aggiunge mortadella, chi usa i ciccioli del maiale, ossia i residui della lavorazione del grasso di maiale dopo l’estrazione dello strutto.  Questa versione è con il provolone piccante e l’immancabile pecorino romano, essenza stessa del casatiello. Per chi non se la sentisse di azzardare con l’uso dello strutto, potrà provare una variante con l’olio extravergine d’oliva per ottenere una torta più light (basterà sostituire allo strutto circa 40 g di olio d’oliva).

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Che fine ho fatto?? Lo vorrei sapere anch’io! Un viaggio? Qualcosa del genere di cui vi parlerò presto. Per adesso sono solo felice di essere tornata in questo piccolo angolo di mondo che mi è tanto mancato.

Prima che la primavera renda improponibili le mie ultime ricette di questo inverno, sarà il caso di proporvele! :)

Anzi, proprio per festeggiare il ritorno del sole e l’arrivo della primavera che ormai sembra alle porte, ecco un piatto/ finger food che simboleggia questo tema: i bliny, uno dei piatti più antichi della tradizione russa.

Ma i bliny sono soprattutto delle semplici e golose frittelle, rotonde come il sole, quando il sole comincia a fare capolino nei paesaggi russi ancora innevati, e sono divenuti talmente popolari che si preparano non solo nei giorni di festa ma anche in tutti gli altri giorni, come piatto versatile da accompagnare agli ingredienti più svariati, dolci e salati, a seconda delle occasioni.

Spesso, come in questa ricetta, vengono preparati con l’aggiunta della farina di grano saraceno e, a differenza delle crêpes, contengono del lievito, che li rende incredibilmente soffici.

Bliny con salmone e caviale

Tempo:

40 min. la preparazione - 1 ora la cottura - 2 ore il riposo per l’impasto dei Bliny

Ingredienti (8 persone, circa 30 bliny):

450 ml di latte - 100 g di panna acida - 25 g di lievito di birra - 250 g di farina - 1 uovo - 125 g farina di grano saraceno - 2 cucchiaini di sale - 1 cucchiaino di zucchero - burro, per ungere la padella

Per guarnire:

50 g di caviale o uova di lompo - 150 g di salmone affumicato - 150 g di panna acida (*)- 1 limone (la scorza a julienne) - pepe rosa in grani

(*) La ‘smetana’ (panna acida) è la panna da affioramento di latte inacidita da appositi batteri. Utilizzata in molti paesi dell’est, la smetana è un ingrediente importantissimo nella cucina tradizionale russa. Si può trovare in negozi specializzati o, in mancanza, sostituire con una preparazione casalinga della panna acida, unendo 250 ml di panna fresca a 125 ml di yogurt intero e al succo di mezzo limone (se possibile lasciando riposare il tutto per alcune ore).

Procedimento:

Preparare la pastella: sciogliere il lievito nel latte, unirvi la panna e il tuorlo dell’uovo, precedentemente separato dall’albume.

Mescolare il tutto ed aggiungere, poco per volta, gli ingredienti secchi: la farina setacciata, il sale e lo zucchero. Amalgamare bene, evitando la formazione di grumi. Ricoprire l’impasto con della pellicola trasparente e lasciar riposare per almeno due ore: sotto la superficie dell’impasto si formeranno delle bollicine, segno dell’azione del lievito.

Montare a neve ferma l’albume dell’uovo ed unirlo delicatamente al composto con l’aiuto di una spatola da cucina, facendo attenzione a non sgonfiare l’impasto.

Scaldare una padella antiaderente su fuoco medio, ungerla con un velo di burro e disporvi un paio di cucchiai di impasto, in modo tale da formare un bliny rotondo, del diametro di circa 5-7 centimetri.

In meno di un minuto, quando la base del bliny si sarà rassodata e dorata, girarlo con una spatola e dorare l’altro lato. Con questo stesso procedimento preparare tutti i bliny fino a finire il composto.

Per guarnire i bliny, ricoprirli con un cucchiaino di panna acida, salmone affumicato (volendo è possibile aiutarsi con un piccolo ring per tagliare il salmone in forma circolare) ed una piccola pallina di caviale aiutandosi con la punta di un cucchiaino.

Completare la preparazione con la scorza di limone a julienne e qualche grano di pepe rosa grossolanamente macinato.

Note:

- aumentando il tempo di lievitazione si otterranno frittelle più gonfie e morbide;

- per non rischiare che il burro utilizzato per ungere la padella bruci facilmente, è preferibile utilizzare del burro chiarificato che, ‘depurato’ delle sue parti di acqua e caseina, può essere cucinato a temperature più elevate di un burro ‘normale’ senza il rischio che bruci, sprigionando sostanze tossiche;

- usare un pennello da cucina o mezza cipolla (rossa, è più delicata) per dosare il burro necessario per ungere la padella: intingere il pennello o la mezza cipolla nel burro precedentemente fuso e ‘sporcare’ il fondo della padella prima di friggervi i bliny.

Questa ricetta è stata pubblicata sul mese di Febbraio di A Tavola, il mensile della grande cucina italiana, nella rubrica ‘L’altra cucina‘.

Ieri si è concluso il mio giveaway sulle sorprese. Per uno strano scherzo del destino…si è rivelato… una vera sorpresa: non solo per la partecipazione, della quale vi ringrazio, ma soprattutto perché molti di voi hanno ringraziato me, per aver regalato un piccolo viaggio nei ricordi, a cercare qualcosa di bello e poterlo riassaporare. Non è bellissimo? E, altra sorpresa, mi sarei aspettata dal mondo dei foodbloggers una marea di sorprese sul tema della cucina…e invece no. E’ emerso che a sorprendere più di tutto non sono i singoli sapori, i gusti, gli aromi, ma l’esperienza stessa del blog, che per molti di noi, rappresentato una sorpresa inaspettata di soddisfazioni e un valore inestimabile di relazioni e nuovi rapporti di amicizia.

Insomma ne è emerso che a sorprenderci e quindi a vincere non sono regali materiali ma le dimostrazioni di affetto, amore ed amicizia. Quelle che restano un ricordo indelebile. Vabbè adesso basta con le emozioni, i cuori e gli amori e passiamo al vincitore del giveaway!

Come è stato estratto?

Fino a ieri credevo che mi sarei affidata alla sorte più razionale e fredda che ci sia: random.org. Invece questa mattina vi ho fatto una sorpresa: ho preparato tutti i bigliettini con i numeri e i nomi di tutti i partecipanti, li ho chiusi, mescolati bene, raccolti nelle mani e….

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