Che dici Giacomino? Come iniziamo? Come rompere il ghiaccio dopo mesi di assenza?
Ci sarà acora qualche amico dall’altra parte? Chi lo sa…
Giacomì, io però te lo dico: ora forse saprò allattare, ma cucinare zero! Mi sono proprio dimenticata come si fa…e allora che si fa? E poi tra qualche giorno cominciamo con le pappe…dove lo troviamo il tempo per le ricette da grandi???
Va bè, se ragioniamo così non ricominceremo mai, allora intanto sai che c’è? C’è che ricominciamo così come viene, io e te, a quattro mani, approfittando di una manciata di minuti preziosi…e lasciamo una ricettuzza!
Ciao ciao! E auguri a Giacomino che oggi compie 5 mesi…..caaaspita!!
Questa ricetta è dedicata a chi in cucina predilige l’amaro, che in questo caso ‘spinge’, nonostante gli addolcimenti del succo d’arancia, dei pinoli, ma soprattutto dell’uvetta di Corinto, che ci sta a meraviglia.
In mancanza della cicoria veronese, usare il radicchio trevigiano.
Cicoria veronese all’uvetta di corinto, pinoli e succo d’arancia
500 g di cicoria di Verona (o radicchio precoce) – 1 arancia (il succo) – 1 spicchio d’aglio – 1 manciata di pinoli – 2 manciate di uvetta di Corinto – sale q.b. – olio evo in abbondanza – fettine di arancia, per decorare
In una pentola capiente di acqua bollente salata cuocere la cicoria veronese per circa 2-3 minuti. Scolare e mettere da parte.
In una padella rosolare in abbondante olio lo spicchio d’aglio, ‘svestito’ e tagliato a metà, l’uvetta di Corinto e i pinoli per alcuni minuti a fiamma media, girando ogni tanto. A rosolatura avvenuta sfumare con il succo d’arancia e lasciar evaporare per qualche altro minuto (dai 2 ai 5 minuti).
Unire la cicoria veronese e saltarla con gli altri ingredienti per uno o due minuti al massimo ed aggiustare di sale, se necessario.
Servire subito con qualche fettina di arancia nel piatto.
Le voglie, il buco allo stomaco e la fame sembrano riaffacciarsi in questo periodo, ma forse è più che altro desiderio di dolcezza e consolazione…ahhhhh gli ormoni! E qualche giorno fa mi sono consolata così, rimescolando e rivisitando gli ingredienti di un ciambellone leggero e senza grassi (salva la coscienza…) con qualche spezia, zucchero e pere caramellate (x soddisfare il desiderio di dolcezza di cui sopra!). Ne è uscita fuori una torta che è un incrocio tra un ciambellone e un pan d’epices, assolutamente da riprovare con qualche altro frutto fresco di stagione, basta sostituirlo alle pere
Ingredienti (x uno stampo da 23x23cm)
250 g di ricotta fresca – 125 g di yogurt (io ho usato uno yogurt all’orzo) – 250 g di farina – 175 g di zucchero – 1 uovo – 1 bustina di cremor tartaro – 1 cucchiaino di bicarbonato – 1 cucchiaino di zenzero in polvere – 1 cucchiaino di cannella in polvere – 1/2 cucchiaino di noce moscata
per caramellare:
2 pere morbide – 25 g di burro – zucchero di canna q.b. (circa 3 cucchiai)
In una ciotola capiente amalgamare ricotta, yogurt, zucchero e uova con una frusta. aagiungere le spezie, unire la farina setacciata, il lievito e il bicarbonato. Amalgamare bene fino ad un composto liscio, privo di grumi (con il Bimby: velocità 5-6 per alcuni minuti).
Nel frattempo preriscaldare il forno a 180° ed imburrare lo stampo, cospargerlo con abbondante zucchero di canna e rivestire il fondo con le pere, sbucciate e tagliate a fettine.
Versare nello stampo il composto e cuocere in forno per circa 20-25 minuti, con prova finale dello stecchino.
Lasciar stiepidire e sformare la torta delicatamente.
Voglio lasciarvi un’altra ricetta a metà strada tra l’estate e l’inverno. Una zuppa squisita che richiede un ingrediente estivo, ma che si lascia assaporare meglio con un clima un po’ fresco, come quello di questi giorni.
Magari in inverno la possiamo provare con i gambi di porro…perchè no!
E’ anche una ricetta degli avanzi-anzi! No! Sarebbe più giusto dire degli scarti. Perché spesso quei gambi bellissimi, lunghi e verdi, finiscono nella spazzatura. Errore da non commettere, perché il gambo del cipollotto è la parte più buona e delicata, quella che anche chi non ama il gusto forte della cipolla può apprezzare.
Da provare è sicuramente la frittata di gambi di cipollotti, una vera delizia. Io ho tentato la sorte con questa zuppa calda, semplice e profumata, a cui ho voluto dare un aroma orientale con il lime ed la polvere di curry verde, proprio perché è in Oriente che è molto diffuso l’uso della parte verde di cipollotto e porro.
Zuppa orientale ai gambi di cipollotto e ceci
10 gambi di cipollotto – 400 g di ceci – 1 patata – 1/2 carota – 1 costa di sedano – 1 cipolla – 2 cucchiaini di polvere di curry verde – 1/2 lime – qualche filo di erba cipollina – olio evo – sale
Lasciare in ammollo i ceci per una notte, quindi sciacquarli bene, scolarli, metterli in una pentola, ricoprirli di acqua fredda, portare ad ebollizione e lessare i ceci. A 10 minuti dalla fine della cottura, salare i ceci. A fine cottura scolarli e metterli da parte.
Tritare finemente il sedano, la carota e cipolla dopo averli mondati e soffriggerli in abbondante olio in una pentola capiente. Far insaporire per 5 minuti.
Tagliare la patata a piccoli cubetti ed aggiugerla al soffritto.
Tagliare i gambi di cipollotti ben lavati a rondelle piuttosto spesse (2-3 cm) ed unirli al soffritto, aggiungendo anche i ceci.
Unire infine la polvere di curry verde, aggiustare di sale, mescolare e lasciar insaporire il tutto per circa dieci minuti, controllando e mescolando di tanto in tanto, quindi sfumare con il succo di mezzo lime.
A questo punto aggiungere l’acqua calda (o il brodo vegetale caldo) e lasciar cuocere per almeno 20 minuti.
Servire immediatamente con l’aggiunta di qualche filo d’erba cipollina ed un giro d’olio.
Note:
- per una zuppa più cremosa, frullare 1/3 dei ceci prima di unirli alla minestra.
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