Chips di patate viola (Vitelotte)

Vi siete mai chiesti fino a che punto può essere gratuita la cattiveria di alcune persone? Io no, prima di questa triste storia.

Ore 7.30: esco di casa a digiuno per fare delle analisi improrogabili. In poco meno di un’ora raggiungo il centro analisi che il medico mi ha indicato, per sentirmi rispondere ‘Le conviene andare in un centro pubblico, l’importo totale che dovrebbe pagare qui si aggira intorno ai 1000 Euro‘. Ah. Ecco. Mi sa che vado nel pubblico. Tra viaggio, parcheggio e corsa a piedi (sempre a digiuno) si fanno le 9.30, mezz’ora prima della chiusura, questa volta del centro pubblico.

Quando entro affannata nella sala d’attesa e mi precipito all’accettazione con la fronte perlata: ‘Buongiorno, mi scusi, dovrei fare queste analisi‘. ‘I numeretti sono finiti‘ Risponde la ragazza dell’accettazione. ‘Scusi, ma su internet c’è scritto che il centro chiude alle 10…‘ riprovo io.

La tipa alza la voce e le infonde un tono più aspro: ‘Valgono i numeretti e quando sono finiti, sono finiti‘. Sembra proprio che abbia cambiato voce. Un attimo dopo mi rendo conto che 1) o parla in playback 2) o la voce non è la sua. La seconda. La voce gracchiante appartiene alla sua ‘vicina di banco’, una chioma di leone anni ’80 e uno sguardo famelico da infondere paura.

Nel frattempo una ragazza gentile mi si avvicina e mi regala un numeretto, dicendomi che posso usarlo perché una persona è dovuta andar via. Felice di avere un posto in fila anch’io mi metto l’anima in pace ad aspettare il mio turno. Verso me-zzo-gio-rno, sempre a digiuno, quando il mio numero compare sul display, mi dirigo di nuovo verso l’accettazione con il numeretto. Mi siedo, porgo le analisi all’impiegata quando la sua voce appare in playback di nuovo. E’ chioma di leone, che purtroppo non ha ancora finito di sfogare tutta la sua frustrazione verso il mondo, e – invece di dar retta al poveretto che le sta seduto davanti aspettando di pagare le sue analisi – incalza: ‘Lei non puó stare qui!! Lei il numeretto non ce lo aveva!! Lo ha recuperato da qualcun altro e questo non si può fare!

Non voglio crederci. Mi sta urlando in faccia davanti a centinaia di persone che non ho diritto di stare lì perché non le sta bene che un animo gentile mi abbia regalato il suo numeretto? Uno stupido biglietto per fare delle fottutissime quanto improrogabili analisi del sangue?

Cerco di mantenere la calma perché il mio obiettivo è uno solo, fare queste analisi (in effetti anche mettere qualcosa fra i denti), ma quando arriva il momento di pagare ed esce fuori che si puó pagare solo-in-contanti, mi accorgo che per arrivare alla cifra salata che devo pagare mi mancano esattamente 41 euro. Chiedo timidamente di poter andare a fare il bancomat mentre loro vanno avanti con la fila e a quel punto chioma di leone – che di farsi i cazzi suoi non ha nessunissima intenzione – esplode come esorcizzata: ‘Lei…! Viene qui…senza numeretto…e nemmeno ha i soldi…! Lei è venuta a perdere tempo!’

Certo, sono venuta a perdere tempo, perché non avevo di meglio da fare che controllare la mia salute passando una mattinata a digiuno. Io mi diverto così. Sono fuori di me, con le ormai scarse energie residue le urlo di stare zitta, di farsi i fatti suoi e di osservare attentamente il numeretto che ho in mano, che mi dà il sacrosanto diritto a stare in fila e a pretendere rispetto per la mia salute, che lei mi sta togliendo. Mentre l’atmosfera si fa infuocata e quasi penso di andarmene, perchè è evidente che di fare queste analisi non è destino, mi sento chiamare dalla stanza aperta del laboratorio: è il mio turno. Con un mucchietto di soldi stretti nel pugno della mano al cospetto del dottore gli svelo che non posso fare le analisi perché purtroppo mi mancano 41 euro. Gli mostro il pugnetto di soldi, sentendomi umiliata come una ladra di analisi cliniche.

Senza la minima esitazione il dottore apre di nuovo la porta e va da chioma di leone per chiederle spiegazioni e, mentre lei non la smette di ruggire, le si rivolge in questo modo sorprendendoci tutti: ‘Mi presteresti 41 euro dato che in questo momento non ho soldi in tasca e vorrei prestarli alla signora sotto la mia responsabilità personale?’

Lo vorrei nascondere, ma da uno dei miei occhi comincia a scendere una lacrima di commozione per le parole gentili del dottore. Ovviamente chioma di leone non sarebbe chioma di leone se cedesse alle richieste di un altro abitante della foresta, ma il dottore insiste a voler trovare una soluzione a quello che anche a lui sembra un ostacolo da età della pietra: si puó pagare solo in contanti. Se chioma di leone non si scioglie con le maniere dolci, passa all’autorità. Telefona direttamente al suo responsabile e lo avvisa che mancheranno 41 euro dalla cassa che, sempre sotto la sua responsabilità, verranno consegnati dopo la chiusura. Mi fa il prelievo, mi dà indicazioni su dove consegnare il bottino e mi spedisce al bancomat più vicino stringendomi la mano con una dolcezza infinita.

Non posso fare a meno di pensare che questa piccola esperienza del quotidiano non sia altro che lo specchio di come gira il mondo, trainato dai ‘buoni’ ed ostacolato dai ‘cattivi’, e che nonostante i progressi della tecnologia, restiamo appesi a un filo di volontà umana misto a fato.

P.s.: al momento in cui scrivo i risultati delle analisi sono ok :)

P.p.s.: sempre al momento in cui scrivo, la mia esperienza con le analisi ha perso drammaticità dopo aver appreso ieri da una mia amica che lei, al momento di consegnare il campione delle urine e di pagare, si è accorta che le si era rovesciato nella borsa. Nella vita se ti dice male…può sempre dirti peggio :)

Queste chips di patate viola o ‘vitelotte’, che offrirei volentieri anche a chioma di leone, sono frutto del progetto ‘Gente del Fud‘, che dimostra come sia possibile ampliare la nostra conoscenza delle eccellenze gastronomiche di tutto il territorio italiano e creare gruppi di acquisto per poter avere accesso a prodotti di difficile reperibilità e non solo. Grazie a Giulia (la splendida Rossa di Sera!) che ha avuto questa iniziativa e che me le ha portate!

Chips di patate viola (Vitelotte)

Patate viola (vitelotte) – Olio di arachidi – sale

Sbucciare le patate viola, tagliarle sottili sottili con l’aiuto di una mandolina e friggerle in abbondante olio di arachidi fino a doratura. Scolare le patate e asciugarle su carta paglia per assorbire l’unto in eccesso. Salare e …sgranocchiare felicemente! :)

Note per una frittura croccante:

- per individuare la giusta temperatura dell’olio per friggere, verificare la presenza di bollicine intorno ad  uno stecchino di legno immerso nell’olio;

- asciugare bene le patate prima di friggerle;

- volendo un fritto ancora più croccante si può procedere ad una doppia frittura, prima ad una temperatura più bassa, intorno ai 150°, per eliminare ancora più acqua dalle patate.

- salare solo al momento di servire per mantenere la croccantezza ed evitare che le patate si ammorbidiscano.

24 thoughts on “Chips di patate viola (Vitelotte)

  1. che storia pazzesca.. ben gli sta a chioma di leone,un’altra volta impara a portare rispetto!! e meno male che esistono ancora persone di cuore.
    Alla tua amica però gli è andata peggio!! che sfortuna..
    beh,intanto mi godo questa bella ricettina

  2. Non ho parole!!!
    Certi impiegati, in molti campi purtroppo, sembrano lì solo a sfogare le proprie frustazioni sugli altri, se non solo a scaldare le sedie.
    Meno male che invece il dottore era tutta altra pasta :-)

    E complimenti per le scenograficissime chips!

  3. Che storia… qui le cose sono due: o fai le analisi nello stesso posto in cui le facevo io a Torino, o gli uffici traboccano di gente aggressiva e incavolata col mondo. Mi sa la seconda :(
    Belle le tue patatine, qui in Svizzera le patate viole si trovano al supermercato, e anche le carote viola, rosse, gialle e arancio come le nostre… Leggi del mercato o altro? Basterebbe metterle sui banchi per venderle, qui funziona!

  4. Cosa??????????????? ma è una cosa idnecente…..non puoi fare una denuncia alla direzione? è inaudito…. sono senza parole… meno male che le analisi sono ok, almeno questo è a posto….
    Ma queste meravigliose patate viola dove cappero le trovo????????????? io al mio mercato non le ho mai viste…. cacchiusssss sono davvero belle a vedersi oltre che buone da mangiare :-) baciiii

  5. purtroppo tanti uffici (soprattutto pubblici) sono pieni di gente maleducata, ma quando si tratta di ospedali o ambulatori è davvero brutto e duro da sopportare, per fortuna ci sono ancora persone gentili e disponibili che ti riconciliano col mondo, e, come dici tu, può sempre andare peggio… :-)
    le patate viola sono ancora oggetto del desiderio dalle mie parti, bellissima la foto!!! un bacione

  6. cose del genere, purtroppo, capitano ogni giorno
    dovremmo imparare ad alzare la voce (non in senso letterale) ho assistito a scene dove qualcuno lo faceva e ha ottenuto il trattamento dovuto
    gli impiegati pubblici- di ogni genere- dovrebbero ricordarsi che sono pagati con i nostri soldi,e in un certo senso siamo i loro datori di lavoro. se la gentilezza è un optional, la buona educazione è un loro dovere nei nostri confronti

  7. @Elena: ehhh purtroppo credo che a chioma di leone ci vorrebbe ben altro per imparare! cmq hai ragione su tutta la linea!

    @Arabafelice: magari stessero lì solo a scaldare la sedia, a questo punto! quel che è peggio è sfogarsi usando la propria posizione…e giocare con le debolezze degli altri! Grazie per le ‘scenograficissime’!

    @Valeria: allora mi sa che siamo in parecchi ad aver avuto esperienze di questo genere…:( quanto alle verdure colorate che trovi in Svizzera, sai che mi fai un po’ invidia? :) chissà quali interessi si celano dietro i motivi per cui qui in Italia se vai al supermercato ci sono sempre le solite tre verdure in croce ;-)

    @Ely: ehh ci ho pensato, ma poi ci credi che non ho avuto la forza di essere combattiva? :( le patate me le ha portate la Rossa di Sera, anche qui a Roma non si trovano…! Dovresti vedere sul portale di gente del fud e fare un ordine al produttore indicato, magari per un gruppo di amiche vicine, nn dovrebbe essere difficile trovare acquirenti, sono così buone e particolari! da provare!

    @Francesca: sì, del resto sono uno ‘spaccato’ del mondo…anche qui sono ancora pggetto del desiderio! le ho finite e già le vorrei di nuovo! :)

    @Mariangela: sì è così, ma come dicevo ad Ely io non ho avuto proprio le forze, anche perché non è nel mio modo di essere, forse lo era in passato, ma ora confesso di essermi un po’ arresa all’evidenza. Dovrei imparare di nuovo :)

    @Titty: ahaahhh infatti! dai che se si magna qualche patatina fritta scopre che c’è di meglio nella vita per passare il tempo! :)

    @Giulietta: ecco, se le risposte acute di tutte voi mi hanno fatto sorridere e riflettere la tua mi ha fatto rotolare dalle risate! quanto è verooooo!!! grazie ;-)

  8. ciao, ho letto la tua storia a bocca aperta, non ci posso credere che esista chioma di leone, ma soprattutto un dottore come lui, genitilissimo, fossero tutti così in Italia…
    mi farebbe piacere seguirti, se vuoi passa a vedere il mio blog.
    a presto

  9. @Mafalda: ciao e benvenuta, mi fa piacere senz’altro se vorrai seguirmi, passerò presto a trovarti :) nel post trovi il link alla persona che mi ha dato le patate viola…leggi il mio commento di risposta ad Ely, qui sopra, ci sono indicazioni per trovare un fornitore! :) trovarle al mercato non è facile, almeno qui! buona serata!

  10. Cose da pazzi…io non avrei avuto la tua pazienza, l’avrei tirata fuori dal banco e finisco qui…cmq meno male che tutto e ok e ci dobbiamo abituare più frequentemente a queste cose…di esauriti in giro c’è ne a iosa…perfette e sicuramente buonissime le violette. Bellissime le foto, compresa quella dell’hider…ciao.

  11. … purtroppo per certe tecnologie siamoancora indietro di 1000 anni, a confronto di paesi come la Norvegia dove i teen-agers vanno tranquillamente al bar con la loro carta anche solo per un caffè! :-)
    quello che è più disdicevole è il comportamento di questa chioma di leone, prepotente, fancazzista (se me lo permetti) e ostinatamente intrusona!
    non voglio augurarle niente di male ma … la ruota gira per conto suo e prima o poi sono sicura che dovrà raffrontarsi con una situazione magari ben peggiore della tua!
    non merita le tue invitantissime patate viola, se non opportunamente avvelenate prima! :-)

  12. CARA RAGAZZA,BENTROVATA!!!!!!AL PAESE DI MIO MARITO LA SCAPIGLIATA(CHIOMA DI LEONE PER QUEL SOGGETTO MI PARE TROPPO)VERREBBE DEFINITA…UNA SCHIATTATA IN CORPO!!!!!!!HAI AVUTO PARTITA VINTA PER LA GENTILEZZA DEL DOTTORE E PER IL BUON ESITO DEGLI ESAMI…MEGLIO DI COSI’!!!!!RICETTA ORIGINALE,DA PROVARE.P.S.IL CANE E IL GATTO PERCHE’ AMIAMO MOLTO GLI ANIMALI E BELLE ..NOTIZIE DALLE NS.PADELLE!!!!!NOI SIAMO RAGAZZE DI UNA VOLTA,SALUTI E BACI!!!!!!!!

  13. ciao , che storia pazzesca ma per fortuna dopo tanto penare a lieto fine!!
    hai avuto molto sangue freddo ad arrivare fino alla fine, io a quella li’ me la sarei mangiata viva!!!
    ma come… dico io… hanno un lavoro e sono così acide e sprucide!! solo per questo dovrebbero lincenziarle!! ti parlo così perche’ ho incontrato anch’io molte di queste tipe………….. sono patetiche…. :(
    ma che bello il finale mi ha fatto così tenerezza, meno male che ci sono persone perbene e buone, mi fa piacere che alla fine hai risolto bene.
    ti saluto felice serata, a presto!!

  14. che bello il nuovo aspetto del sito!
    bella anche la foto! complimenti!
    per fortuna si incontrano certe persone :)
    il campione versato mio dio! ah ah ah

  15. @Max: hai dato la definizione giusta: esauriti! ne è pieno il mondo..

    @Cindystar: Cinzia avvelenatissima! nessun perdono proprio! allora niente patate viola, te le dò a te!

    @Mari e Fiorella: grandi queste ragazze di una volta! mi avete fatto troppo ridere ! felice che siete passate a trovarmi!

    @Nanussa: sì davvero! anche se è assurdo che si debba ottenere qualcosa di dovuto per la bontà delle persone e non ottenerlo e basta!! piacere di conoscerti! grazie della visita

    @Symposion: come gongolo che te ne sei accorto e che ti piacque!! sì terribile la storia del campione versato, giuro nn ci volevo credere!

  16. ciao Acky, la tua tragica esperienza ci insegna che al mondo esistono persone così frustrate da essere altrettanto insopportabilmente tenaci nello sfogare la propria rabbia sul malcapitato di turno (che non credo sarà mai un omone di 120 kg ed alto un metro e 90), ma anche persone buone in grado di donare un sorriso ad uno sconosciuto. Io voglio continuare a pensare che i secondi siano più numerosi dei primi; acnhe se i primi fanno molto più danno, Che dici?
    Le tue patate sono bellissime, purtroppo qui le ho trovate solo una volta, diversi anni fa; io ne ricavai degli gnocchetti viola, ma le tue chips non mi scappperanno nel caso incontrassi nuovamente sulla mia strada delle vitelotte. Un bacione

  17. Mi spiace per quanto accaduto ma purtroppo ci sono persone che mettono le loro piccole bassezze davanti a tutto, è allucinante di come anche si tirano dietro le scuse della responsabilità….. importante è che le analisi siano ok, ciao

  18. Allucinante….ma, purtroppo…. non sorprendente!
    A me sono capitate parecchie situazioni, non così estreme, ma quasi,csi di grandissima maleducazione e sopruso, ho assistito ad abusi verbali nei confronti di persone anziane assolutamente inaccettabili!!
    C’è una sola posizione da prendere, fare una segnalazione, richiedere nome e cognome e segnalare l’abuso!!
    Quando mi capita io insisto e vado fino in fondo, cambiano tono immediatamente, perchè di solito chi è prepotente è anche un grande, grandissimo codardo!!!

    Fantastiche le chips, ogni tanto le ordino al mercato orientale di Genova e mi “coloro” un po’ la giornata!!!

    bacissimi, Fabi

  19. Che storia assurda… la cattiveria di certe persone, soprattutto in certe situazioni, lascia davvero senza parole. Però le patate sono bellissime!! E la foto spettacolare, come tutto il tuo blog, complimentoni. Babi

  20. Allucinante e se ti può consolare non sei l’unica a tribolare e queste persone non si rendono conto che in fondo il lavoro lo hanno perche NOI abbiamo bisogno di cure altrimenti sarebbe anche lei….in strada!!!!!

  21. a Roma quelle si chiamano “strappone” o “coatte” avendo un briciolo di “potere” se la prendono con chi sta lì in fila, spero tu l’abbia mandata al diavolo alla fine di tutto…le vitelotte fritte sono splendide

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