Clafoutis di pere e nocciole

E’ ufficiale: sono una claufefèè…claufofììì….claufooteeeeuùùù….ecco ci sono: clau-fou-teu-ses! Non rabbrividite, non è una parolaccia, sono solo diventata ‘una signora che cucina clafoutis’! O quantomeno mi sono immedesimata nel ruolo per un giorno :)

Questo dolce francese che risuona ormai da anni nel web (quale blogger non ha ancora mai cucinato un clafoutis?!), io lo avevo finora solo assaggiato in Francia, mai cucinato.

E’ un dolce soffice e cremoso, dall’impasto simile a quello delle crêpes, anche se, nel caso del clafoutis, non si tratta di uno strato sottile come quello delle crepes, ma di un vero e proprio tortino che avvolge (nel senso di ricopre) gli ingredienti più disparati, tanto è vero che il verbo da cui la parola proviene significa ‘riempire’.

Tutto molto bello, se non fosse che queste informazioni le ho apprese solo DOPO aver cucinato questo dolce, perché se le avessi sapute PRIMA non mi sarei ritrovata in piedi come un carciofo a metà strada tra il ripiano della cucina e il forno mentre osservavo il risultato della ricetta: un impasto praticamente liquido. Ed ora che faccio?! Cosa ho sbagliato? Come si solidifica questo mosciume in forno?

Ma niente paura!! Con il forno già caldo e pronto ad accogliere un supposto pasticcio mi precipito a contattare gli amici blogger online. La mia paladina Eleonora in men che non si dica mi è corsa in aiuto tranquillizzandomi sulla consistenza dell’impasto del mio clafoutis, giustamente liquido come quello delle crêpes. Non è bellissima questa cosa? Grazie Ele, questo mio primo clafoutis lo dedico a te, che dal Marocco in meno di 1 minuto sei stata determinate per la buona riuscita di questa ricetta! ;-)

La ricetta di base l’ho presa dal bellissimo libro di ricette ‘Sucré‘ della pasticceria Ladurée, che Ale mi ha portato da Parigi a dicembre, per il mio compleanno. La ricetta originale è alle ciliegie (il clafoutis nasce proprio come clafoutis aux cerises), io l’ho convertita alle pere e nocciole, modificando e adeguando minimamente le dosi, soprattutto in base a ciò che avevo a disposizione a casa, come sempre.

Clafoutis alle pere e nocciole

Ingredienti x 6-8 persone (2 cocottes dal diametro di 18 cm)

3 pere grandi e morbide – 170 g di zucchero semolato – 50 g di amido di mais (maizena) – 50 g di farina 00 – 3 uova + 2 tuorli – 300 ml di latte – 150 ml di panna liquida – 70 g di nocciole tostate intere (io ho usato le ‘nocciole romane‘) – 1 limone non trattato (la scorza grattugiata) – burro e zucchero q.b., per le cocottes – cannella q.b., per guarnire

Tritare 20 grammi di nocciole. In una ciotola capiente unire la scorza di limone grattugiata, le nocciole tritate, lo zucchero e le farine. Aggiungere le uova ed i tuorli ed iniziare a mescolare, quindi, una volta che il composto sarà miscelato, amalgamare anche il latte e la panna liquida, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Nel frattempo sbucciare le pere e tagliarle dapprima in quarti, poi in spicchi di circa un centimetro di spessore.

Imburrare le cocottes (o le tortiere) e cospargerle di zucchero semolato, eliminando l’eccesso come fareste se fosse farina.

Disporre sul fondo delle cocottes uno strato di pere a raggiera e qualche nocciola intera. Ricoprire a filo con un po’ di impasto, quindi ricominciare con uno strato di pere,  qualche nocciola e di nuovo impasto, per finire con qualche fettina di pera.

Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 170° per circa 45 minuti, finchè l’impasto non si sarà rappreso e la superficie dorata.

Lasciar raffreddare e servire con polvere di cannella a piacere.

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25 comments

  1. grazia says:

    se ti può consolare neanch’io ho mai cucinato un clafoutis!!! devo rimediare …anche a me piace molto il pirottino viola e la foto è bellissima… ;)

  2. liz says:

    Io ho assaggiato quello alle ciliegie, ma nella mia cuisine non l’ho mai preparato. Potrei iniziare provando la tua ricetta, è una versione interessante e gli ingredienti che hai utilizzato mi piacciono moltissimo :) A presto Liz

  3. accantoalcamino says:

    Ackyart non a caso con queste foto e questi colori.
    “”quello proprio che si mette nella makkinetta del caffè?””Si, proprio quello, credo che il solubile sia troppo amaro e difficile da dosare. bacio musetto Pachino :-)

  4. elena says:

    Piacere di conoscerti, mi ha fatto molto piacere la tua visita al mio blog, complimenti per il tuo angolo artistico…è davvero uno spettacolo!!!
    Le tue foto sono sensazionali con colori vivaci e ben abbinati, per non parlare delle ricette….Complimenti!
    Mi sono iscritta tra i tuoi follower non voglio perderti di vista ora che ti ho trovata e ..una grattatina a Pachino! ele

  5. valentina-cucinaecantina says:

    meraviglia davvero! non ho mai provato, li ho già sentiti nominare, ma non ho mai fatto caso, adesso che ho letto la tua ricetta ho deciso di farlo perchè ora sono curiosa di scoprire che gusto hanno! un bacio

  6. Acky says:

    @@@grazie a tutti, a chi ha sperimentato il clafoutì (!) a chi no, a chi ha apprezzato il viola cangiante di queste foto e a chi la ricetta, a chi è passato per un saluto, a chi per spiegarmi meglio una ricetta (grazie Libera come sempre!) e a chi mi ha consegnato un premio (grazie Valeria!)…grazie! con tanto affetto, a. :)

  7. ปั้มลม says:

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