Muffins ai pistacchi all’essenza di fiori d’arancio e prova di mise en place provenzale!

Dopo la bella Avignon, la nostra tappa successiva è Isle-sur-la- Sorgue (mèta principale del nostro viaggetto), che mi colpisce in modo ultra positivo. Soprannominata la Venezia provenzale per il fiume e suoi canali che la attraversano, si distingue dal resto della Provenza con marcata personalità, che si respira fin dalle prime battute. Una vetrina ogni due è un laboratorio di antichità e decorazione molto – e sottolineo molto – alla moda. O forse è meglio dire che le tendenze del momento sono molto vicine a questo genere di arredamento e decor e non viceversa. Perché Isle-sur-la- Sorgue ha tutta l’aria di essere da sempre stata così. Entri in un vicolo e si apre un sipario e tu in un teatro d’altri tempi ti ritrovi circondato da oggetti che raccontano una lunga vita vissuta, ancora vogliosi di vivere una loro seconda o terza giovinezza tra le tue mani: pattini con le molle, cassettiere in ferro battuto, cassette di legno per le bottiglie, un cagnolino giocattolo arrugginito con il guinzaglio che lo muove.
Nel vicolo successivo sembra di vivere un’altra epoca, scorci fatiscenti di muri ruvidi e senza pelle illuminati dalle vetrine di eleganti patisserie, degne di una Parigi in pieno centro.
Da città abbandonata a pittoresco paesino turistico, a ogni angolo di strada ci ripensi e cambi idea.

 

 

Ma dopo tutto questo feeling, su una cosa mi sei caduta, mia cara Isle-sur-la- Sorgue, e da te non me lo aspettavo: la cucina.

Memore della cena gourmand gustata ad Avignone la sera prima, quando Luca si mostra refrattario ad un secondo esperimento di cucina francese (della serie: se per una sera c’ha detto bene, perchè sfidare ancora la sorte?) e buttando sul piatto l’ipotesi di un ristorante vietnamita con nonchalance, la mia reazione è stata categorica, oltre che al limite dello schifata: per una sera che passiamo in Provenza non esiste non sperimentare la cucina locale, mangiare PROPRIO qui vietnamita non se pò sentì. E in un certo senso avevo pure ragione. E fu così che, capitati quasi x caso in un ristorante finto cinese (dico finto perchè da fuori sembrava francese ma poi era mezzo chinese!), i miei occhi dovevano essere talmente malinconici mentre fissavano il vuoto oltre le nuovolette di gambero nel mio piatto da suscitare in mio marito la reazione – quasi spontanea – di accontentarmi e portarmi via di lì, verso la cucina francese.
Ignaro lui e ignara io che più che di cucina francese avremmo fatto esperimenti di un tipo tutto particolare di nouvelle cuisine.
Perchè in effetti al nostro secondo ristorante della serata, dopo un entrèe non ben identificata dal sapore – oserei dire - pessimo e molliccio (era forse lingua? Ne ho il sospetto…) mi arriva questo:

 

Sono indecisa se assomiglia più a un pan co’ santi toscano o a un pan pepato…che pure si assomigliano tra loro.
Se la foto non fosse abbastanza esplicita, ve la descrivo: una pagnottella di sfoglia ricoperta di uno strato di mezzo centimetro (giuro) di zucchero a velo e cannella e dentro petto d’anatra, cipolle e …salsa di noccioline…il tutto su un letto d’insalata verde.
Prima di assaggiarlo – perchè ormai non me la sento di lasciarlo intonso, ma soprattutto sento lo sguardo minaccioso e aguzzo di Luca che mi sta dicendo: ora lo inghiotti! - già penso che dovrò fare la SCARPETTA nello zucchero a velo e cannella…nn mi regge…
E Luca lascia andare l’ascia sulla mia testa: e allora? La cucina francese, i sapori arditi… e poi al primo strudel coll’ anatra te la fai sotto?
Remake del film Compagni di scuola, mitica frase di Walter Finocchiaro (Angelo Bernabucci) a Bruno Ciardulli (Christian De Sica)  ‘famo er pokerino famo er pokerino poi ai primi tre ganci te caghi sotto…ma vedi d’annattene va!
E oltre al danno pure la beffa: arriva il conto e il mio piatto con la canard (anatra) c’ha pure il supplemento de tre euri.

 

Muffins ai pistacchi e fiori d’arancio e ispirazioni provenzali di mise en place  

A conclusione di questo mini reportage in Provenza vi lascio la ricetta dei muffins al pistacchio e profumo di fiori d’arancio (presa e rivisitata dal libro ‘I love Muffins della serie Mon kit Marabout), che di francese ha ben poco, ma con una mise en place ispirata ai colori della Provenza, pensata appositamente per il contest Mise en Place di Ambra, del blog il Gatto Ghiotto.

 

Ingredienti ‘asciutti’
180 gr di farina – 120 gr di zucchero -50 gr granella di pistacchi Bronte naturali – pistacchi interi x la decorazione – 1 bustina di lievito – 1 pizzico di sale

Ingredienti liquidi:
2 uova
120 gr di panna liquida
2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio

 

In una terrina unisci gli ingredienti liquidi: sbatti le uova insieme alla panna liquida e aggiungi l’acqua di fiori d’arancio.
In un’altra terrina più grande unisci farina, zucchero, pistacchi e sale (tutti gli ingredienti asciutti tranne il lievito).
Aggiungi gli ingredienti liquidi in quelli asciutti e mescola rapidamente con una spatola. Infine aggiungi il lievito.
Metti gli stampini x muffins (preferibilmente in silicone) sulla teglia da forno e riempili fino a 3/4 con l’impasto. Aggiugi qualche pistacchio interno su ciascun muffin per decorazione.
Metti in forno statico a 180 gradi per 20-25 minuti.
Lascia intiepidire prima di togliere i muffins dagli stampi.

Ah dimenticavo! Dal momento che la ricetta originale prevedeva l’uso in parte della farina di mandorle che io non ho messo, volevo proporvi di accompagnare i muffins con un the aromatizzato alla mandorla…ma visto il caldo di oggi…dovrete aggiungere un bel po’ di ghiaccio!

 

 

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27 comments

  1. Cinzia says:

    AHA AHAHAAH. che spasso! devi postarne di più, di questi raccontini in romano, mi fanno morire dal ridere.! belli anche i tuoi muffins…(buoni non so, sai come la penso sui muffins; ma i tuoi in effetti sembrano squisiti)
    Ciao, buona serata
    cinzia

  2. sara favilla says:

    Cara Acky, che bella scoperta il tuo blog!! Garzie a Fausta ci incontriamo e questa cosa mi fa doppiamente piacere. Grazie per essere passata a trovarmi e per avermi scritto parole tanto affettuose! ricambio volentieri, mi piace il tuo sorriso solare e il tuo blog è ricco di cose mooolto interessanti (anch’io subisco molto il facsino dello stile provenzale…) e mi è grande aiuto per tanti piccoli spunti e dettagli, bravissima! Mi unisco volentieri anch’io, così non mi perderò neanche un tuo post!!! Grazie ancora e a presto!

  3. fausta says:

    ciao Acky, questo tuo servizio è molto interessante. Pensa, sono stata diverse volte in Provenza (abito ad Imperia, di lì al confine ci sono 40 km!)… Arles, Nimes, Avignone… persino Tarascona (che non è propriamente una meta turistica) ma MAI ad Isle! Ora che la conosco non me la posso lasciar scappare!
    Grazie ed un bacio

  4. fausta says:

    Ops… non avevo visto il seguito… Vabbè, vuol dire che visiterò Isle, ma il pranzo sarà al sacco, con sani e gustosi panini imbottiti ITALIANI!
    (ma la tradizione culinaria provenzale dovrebbe essere molto vicina a quella ligure. Perché siete andati sulla “nouvelle”?)

  5. ackyart says:

    @Cinzia: guarda ke nn me lo lascio dire due volte eh! Hai voglia ad aneddoti romani! ;-)

    @grazie Lady!

    @Ciao Sara, allora benvenuta! Mi fa molto piacere che la cosa è reciproca!

    @Fausta: no la nouvelle è capitata x caso, mica ce la siamo andata a cercare..! Sicuramente ci saranno stati posti dove si mangia bene, ma purtroppo siamo capitati nel poato sbagliato :( Allora stupisci tuo marito che mi hai detto essere innamorato della Francia e portalo a Isle! Se vi piacciono i mercatini e i mobili antichi e provenzali vale la pena andare a vedere, noi abbiamo trovato diverse cose. Baci e alla prox!

    @Amichecuoche: ciao, sono contenta se vi è stato utile, mi raccomando se andate d’estate prenotate in anticipo, ci sn posti molto affollati!

  6. Marina says:

    Hai visto anche Isle sur la Sorge, che meraviglia vero?!
    Peccato per questo intermezzo gastronomico non all’altezza ;)
    E’ invece mooolto bella la tua presentazione dei muffins, colorata e vivace, complimenti

  7. ackyart says:

    @Pellegrine: grazie ragazze! Purtroppo capita pure di essere un po’ sfigati cn i ristoranti a scatola chiusa, aggiungeteci che io mi sn affidata x la scelta alla proprietaria del ristorante! Mai più..!

    @Ciao Marina, benvenuta! Allora la conosci anche tu Isle? fantastica. La prox volta so già dove andrò a mangiare…purtroppo è piccolina e anche in periodi di bassa stagione..meglio prenotare. Grazie molte , alla prossima!

    @Ambra: sn contenta che ti sia piaciuta, grazie a te x l’idea della mise en place! A presto!

  8. gunther says:

    complimenti sia per la ricetta molto raffinata che per le foto , si il thè era un buon accompagnamento ma in questi giorni ci vuole il ghiaccio

  9. Carla says:

    Ciao! anch’io ho avuto eperienze simili di cucina francese!!!!!
    Ah guarda che sul mio blog roll no appaiono mai le fotine dei tuoi piatti, ma solo i titoli! è normale????
    Ciao e complimenti!

  10. ackyart says:

    @Pat: ciao grazie e buon inizio anche a te!

    @Gunther: grazie, sì il ghiaccio l’ho premesso! Ci vuole, ma a giudicare dalle previsioni del tempo purtroppo ancora x poco….uff! Buona settimana!

    @Carla: ciao! Sì mi sa ke è normale se tu sei blogger e io wordpress…forse nn riesce a leggerle le foto…peccato! Hai provato con google friends? Baci e buon lunedì! :)

  11. Patty says:

    Ma com’era poi l’inquietante tortino? Non ce l’hai detto. In ogni caso la mise en place è veramente deliziosa con quel lilla di ispirazione provenzale e quei muffin di pistacchi mi ingolosiscono mooolto di più del tortino di canard (non ce ne voglia il ristoratore temerario). A presto, Pat

  12. Valentina says:

    Ciao! Questa mise en place è da sogno, adoro i colori che hai scelto, in più mi trasmette un senso di equilibrio che invita a indugiare con lo sguardo. In bocca al lupo!

  13. ackyart says:

    @Natalia: ma grazie a te e bentrovata ^__^

    @Pat: dici che nn era chiaro? Era orrendo, una cosa straziante, immagina di mangiare un petto di tacchino impanato cn lo zucchero a velo e la cannella…più o meno quel sapore, solo più forte! Sì spero che il mio muffin sia decisamente meglio! Grazie della tua visita alla prox e buona serata!

    @Valentina: ma quanto sei carina..il tuo complimento mi lusinga :)) a presto e buona serata

  14. Federica says:

    Lo stile provenzale mi piace da impazzire ma sulla novelle cousine sono sempre stata molto scettica e quel tortino credo mi abbia dato la botta di grazia!
    Invece i tuoi muffins mi hanno fatto venire subito l’acquolina, quando sento la parola pistacchi vado in estasi. E che bella cupoletta :D! Baci, buona giornata

  15. Fr@ says:

    Ho gradito molto questo tuo racconto a Isle-sur-la- Sorgue.
    Complimenti per la “mise en place” di gusto provenzale e per i muffin. Un saluto :)

  16. ackyart says:

    @Federica: ciao, anch’io ho lo stesso ‘problema’ cn i pistacchi ^__^ grazie e buona giornata!

    @Fr@: grazie, Nonostante le vicissitudini, a Provenza è cmq fonta d’ispirazione! Grazie x essere passata di qua :)

    @Melannurca: Ale, che ridere a pensare che ridevi! Ci siamo capite…hai perfettamente afferrato la ‘posa’ dei nostri volti…! Un bacio e buona giornata, nonostante il tempo di schifo qui a Roma :((

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