Pasta al pesto di fave e mandorle

 

 Scroll down for English recipe

DSC_6718web

 

Nei miei periodi di assenza (diciamo forzata) da questo mio ‘posticino’, messo a durissima prova dalla nascita del mio dolce Mr G, ne ho sentito moltissimo (troppissimo) la mancanza. Non solo di questo ‘luogo’, mio e solo mio, della voglia di scrivere, di cucinare e archiviare le mie ricette, ma  soprattutto di ciò che gli ruota intorno, vale a dire…le persone. Da quando sto ricominciando a trovare il tempo di scrivere, il tempo che ancora non sono riuscita a trovare è quello di ‘comunicare’, riprendere un po’ di più i contatti con le persone e gli amici di questo ‘mondo’, contatti che un tempo erano quasi quotidiani. E poi, anche, di partecipare ad un contest….quanto tempo sarà?? Anni…!

Bè, questo della Stefy non me lo potevo proprio perdere, primo per l’affetto che  provo per lei (nonostante gli anni che volano e le distanze fisiche che non si accorciano!) e poi perché condivido il suo pensiero sulla necessità di considerare e riconsiderare le piccole realtà produttive ed i prodotti di qualità. Anche per me vale il discorso che il blog mi ha cambiato la vita, l’approccio alla cucina, alle etichette, alla qualità dei prodotti e all’homemade. Non da ultimo, mi è piaciuta l’idea di un contest sulle mandorle (e relativi premi ovviamente!). Trovo che le mandorle siano un ingrediente ‘difficile’ da gestire, soprattutto nei piatti salati, e la sfida mi è quindi piaciuta, così mi sono lanciata.

Fave e mandorle legano bene, il pecorino poi è il super classico con le fave. Ma bilanciare gli ingredienti in modo da non far prevalere troppo il dolce delle mandorle o (peggio ancora) coprire tutto con il salato del pecorino…non è stato facilissimo! Spero di esserci riuscita :)

Ma scelte le basi (fave, mandorle e pecorino), mi mancava ‘la spinta’, lo zing: io l’ho trovato nel succo del lime e …nel ‘PUGNO DI MANDORLE’ TOSTATE’ :)  che completano il piatto, rispettivamente nota acidula e croccante indispensabili.

Ed ora basta con le parole, passiamo alla ricetta, sperando vi piaccia!

Pasta senza glutine al pesto di fave e mandorle

Ingredienti (per 3-4 persone)

350 g di pasta (secca) senza glutine – 150 g di fave già lessate e private della pellicina – 20 g di mandorle spellate – 15 g di pecorino romano – 10 steli di erba cipollina – 1/2 lime (il succo) – 80 g (circa) di olio extravergine d’oliva – sale & pepe 

Per guarnire:

1 ‘pugno’ di mandorle, 1 manciata di fave lesse senza pellicina, olio extravergine d’oliva

Procedimento:

Lava, asciuga e trita l’erba cipollina. Prepara il pesto di fave e mandorle, tritando con un mixer le fave lessate, le mandorle, il pecorino, il succo del lime ed unendo a filo l’olio (potrebbe esserne necessaria una quantità maggiore, per rendere il pesto della consistenza preferita). Amalgama il tutto all’erba cipollina ed aggiusta di sale (non dovrebbe servire, essendoci il pecorino) e pepe, a piacere.

In una piccola padella antiaderente tosta a fiamma dolce le mandorle che serviranno per guarnire il piatto, dopo averle tritate grossolanamente. Abbi cura di muovere costantemente le mandorle sulla fiamma per non bruciarle. Una volta tostate, tienile da parte.

Nel frattempo cuoci la pasta senza glutine in abbondante acqua salata e scolala al dente, avendo cura di tenere da parte un bicchiere di acqua di cottura.

Condisci la pasta con il pesto e, se necessario, amalgama con l’acqua di cottura. Servi la pasta al pesto di fave e mandorle con una spolverata di pepe, la manciata di fave lessate e sbriciolate e…il pugno di mandorle tostate croccanti. Giro d’olio a piacere.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Per un pugno di mandorle’ di Stefania di Cardamomo & Co.

 

Banner mandorle bolg cardamomo & co

Acky :)

Gluten-free pasta with fava bean and almond pesto:

Ingredients ( serving: 3-4)

350 g of pasta (gluten free) – 150 g fava beans (already cooked in boiling water and peeled) – 20 g almonds – 15 g pecorino romano cheese – 10 stems of chives – 1/2 lime ( juice ) – 80 g ( more or less) of extravirgin olive oil – salt & pepper

To garnish:

1 bunch of almonds , 1 bunch of boiled fava beans (already cooked in boiling water and peeled) , extravirgin olive oil

Directions:

Wash, dry and chop the chives. Prepare the pesto putting in a mixer fava beans, almonds, pecorino romano cheese, lime juice and combining the oil (it might be required to add more olive oil, to reach the pesto consistency preferred) . Mix well with chives and season with salt (it should not be necessary , because of the pecorino cheese) and pepper.

In a small pan toast the almonds over a gentle heat (that will be used to garnish the dish), already chopped. Take care of constantly move the almonds over the flame, not to burn them. Once toasted, keep them aside.

Meanwhile, cook the pasta in a boiling salted water and drain the pasta, making sure to keep aside a cup of the cooking water.

Season the pasta with fava bean and almond pesto and blend with the cooking water, if necessary. Serve the pasta with a sprinkle of pepper, the bunch of  fava beans and crunchy toasted almonds. Add a bit of olive oil.

EmailFacebookGoogle BookmarksTwitterSegnalibro

Confettura di melone bianco al cardamomo bianco

Se avessi preparato il mio giveaway oggi, sicuramente avrei aggiunto un’altra gradita sorpresa: la mia ratatouille allo zenzero e kumquats è tra i finalisti del contest sullo stufato di Eleonora! Lo chef Gualtiero Villa, giudice del contest, ha commentato:

“L’alternativa vegetale che più mi ha colpito. Non così scontata come potrebbe apparire e ben più corposa di alcune carni o pesci.”

Ora le ricette finaliste verranno da lui eseguite e sperimentate…non è già una gran bella soddisfazione? Per il resto stiamo a vedere cosa succede! :) Intanto grazie!

Questa confettura è lì che aspetta di essere pubblicata da tanto tempo. Aspettava il momento giusto. Quand’è che tocca a me?! Quand’è che tocca a me?! Ripeteva. Direi che quel momento è arrivato, tra poco l’inverno finirà (sì sì che manca poco!) e la confettura di melone bianco, anche detto melone d’inverno, non avrà più senso! Perciò eccola qui, con il suo colore giallo caldo, luminoso, limpido e brillante come il sole! Non infonde un senso di speranza? Almeno per pregustare il ritorno delle primavera…! :)

Read more

Crostata alla marmellata di zucca e zenzero

Nel tentativo di correre dietro ai progressi della tecnologia, finisce che mi perdo in in un bicchier d’acqua nelle cose più elementari: a chi è capitato di recente di dover spedire una lettera? Non dico una raccomandata alla posta né tanto meno un’e-mail, ma una lettera di quelle semplici, col francobollo…tanto per cominciare: esiste ancora la posta prioritaria??

Ammetto di aver avuto qualche remora a chiederlo al tabaccaio, per non passare per una vecchia babbiona anacronistica. Fatto sta che in prima battuta preparo la lettera, me la faccio stampare (io sono diventata talmente virtuale che non sono nemmeno stampante-munita!) e me la metto in borsa, così appena passo davanti al tabaccaio compro una busta da lettera e il famoso francobollo. Ebbene, appurato che quello di posta prioritaria esiste ancora, o meglio che esiste SOLO quello, sigillo la lettera nella busta e ci appiccico il francobollo con la lingua.

Adesso non resta che imbucarla in una cassetta delle le…ops. Ho dimenticato l’indirizzo a casa. Ho la cassetta delle lettere davanti e l’indirizzo a casa, che rabbia! No problem, penso, la spedisco domani. Se non è domani, sarà do-po-do-ma-ni. E se non è dopodomani…ok, lo ammetto, la lettera è rimasta un po’ nella borsa…un po’ nel senso di…ok lo dico, sarà stato un mesetto. Non è che io non ci abbia mai pensato a spedirla, sia chiaro, ma per una curiosa coincidenza ogni volta che mi tornava in mente la lettera non avevo mai quel bastardo di indirizzo a portata di mano.

Poi, dopo che finalmente un bel giorno mi procuro l’indirizzo, tiro fuori la lettera e scopro che ormai è bella stropicciata e, soprattutto, si è proprio aperta in ben DUE angoli. Accidenti, che disdetta! La devo cambiare. E così il francobollo, ormai incollato alla busta come una cozza al suo scoglio. Read more