Rossi d’Autore: degustazioni …con dolce sorpresa!

Lo scenario elegante dell’hotel Cavalieri Hilton di Roma ha ospitato nei giorni scorsi Rossi d’Autore, una degustazione di rossi d’eccellenza presentata da Enocommerciale 2000 (Laura Berca e Stefania Casavecchia), rinomato marchio romano di distribuzione di vini di qualità.
Circa 22 aziende vitivinicole del territorio italiano – solo alcuni nomi: Ceretto, Dal Forno, Mastroberardino, Hofstatter, Villa Sparina, Marco Felluga e Ruissiz Superiore, Baroni Ricasoli, Villa Simone - hanno presentato i loro migliori cru, dando vita ad una straordinaria degustazione di rossi d’eccellenza, per il piacere sia di veri conoscitori e professionisti del settore che per palati meno esperti.
Una degustazione perfettamente accompagnata da note gastronomiche gustose: abbinamenti di formaggi che raccontano la storia dei loro produttori e del territorio di provenienza. L’azienda Arbiora ha presentato una degustazione di formaggi di diverse forme e stagionature, tutti a latte crudo di capra allevata nella Langa Astigiana, stagionati nelle cantine in pietra di Bubbio, come l’Avié, il Talì e la Robiola di Roccaverano, presidio Slow Food.

In questa cornice, al centro della sala spicca silenziosamente una bottiglia: ha una forma particolare ed è custodita in una cassetta di legno, avvolta da drappi rossi volteggianti e grappoli d’uva.

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Gente del Fud: il Bello, l’Arte, il Buono e il Sapere

 

Dopo tanta attesa e suspense intorno a questo evento organizzato dal Pastificio Garofalo, finalmente ci siamo: lo scorso fine settimana i super organizzatori Emidio, Giorgio, Piero e Flavia (ai quali va l’ennesimo grazie!) hanno svelato a circa 80 foodbloggers, riuniti per l’occasione a Castellammare di Stabia, nella cornice del Golfo di Napoli, il senso di Gente del Fud: un progetto in cui il Bello, l’Arte, il Buono e il Sapere sono al centro. Un progetto per sostenere e valorizzare il territorio, le culture e le tradizioni. Del Sud Italia? No, del Sud del Mondo. Un portale in cui, a partire da settembre, chiunque vorrà (non solo i foodbloggers che hanno partecipato all’evento) potrà dare il suo contributo per costruire una ‘mappa’ prima di tutto italiana, ma anche mondiale (l’avevo detto che era un progetto ambizioso…!) dei prodotti e dei produttori del territorio. In altre parole: la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche del territorio. Quelle che noi foodies amiamo ‘scovare’. Quelli che fanno la differenza nella realizzazione di una ricetta.

Hai capito? e chi se lo aspettava? Per giorni abbiamo girato e rigirato intorno al motivo di questa convocazione, costruendo ipotesi come la vendita di batterie di pentole, proposte di collaborazioni per pubblicizzare chissà quale nuovo formato di pasta Garofalo…e poi ti arriva Emidio, direttore commerciale della Garofalo in pantaloncini e infradito, che con nonchalance ti dice: voi non dovete sponsorizzare Garofalo…dovete continuare a fare quello che per amore e passione fate ogni giorno…senza mai sottovalutarlo, perchè lavoro od hobby che sia…è sempre un gran mazzo (almeno credo che questo fosse il senso). E quindi valorizzatelo, portatelo a conoscenza di più persone, riunitelo in un progetto comune, di cui tutti possano beneficiare.

In una parola: GENTE DEL FUD. Read more

Pane senza impasto (no-knead bread) con semi di girasole e zucca: Bread Baking Day #38

 

 

 

È un po’ una contraddizione in termini che io abbia voluto provare il pane senza impasto (no-knead bread) dopo aver comprato il Bimby che -va detto – fa un impasto meraviglioso. Ma non ho resistito a quella che per me è una novità, proposta da Cinzia di Cindystar, che questo mese ospita il Bread Baking Day #38, un evento mensile per gli appassionati delle mani in pasta…di pane! …e che divertimento!

Certo bisogna essere consapevoli che c’è dell’altro, perchè ‘la prima volta’ che si sperimenta il pane senza impasto ci si potrebbe ritrovare una cucina bombardata di teglie e utensili vari oltre che innevata di farine e manitobe…e magari avvisare di questo possibile inconveniente anche mariti/mogli e abitanti della casa in genere, per prepararli su ciò che li aspetterà, dovessero decidere di restare in casa nelle successive 24 ore.
Non che vi voglia spaventare, perchè io di certo non spicco nè per ordine nè x capacità di concentrazione, che magari voi avete, ma sono sicura che se avessi fatto a mio marito almeno una dichiarazione o manleva da responsabilità per ciò in cui mi stavo x cimentare, non avrei cambiato il risultato ma almeno lo avrei preparato a pranzare alle 15,30 in un campo minato in una domenica di relax settimanale, con accanto un’isterica imprecante e saltellante!
Eh sì, perchè è vero che in teoria il pane senza impasto è semplice, in quanto non va impastato, ma richiede accorgimenti nei tempi e nei modi di preparazione, oltre al fatidico lancio del pane nella pentola bollente in cui – che ve lo dico a fare – io ho spiccato x destrezza (leggi ironico)!

Per fortuna che il risultato del pane senza impasto ha superato le aspettative e ripagato la fatica al punto da volerlo riprovare quanto prima, perchè si spera che dopo i primi esperimenti di pane senza impasto le cose x me vadano meglio…! Come dicevo il risultato è un pane fantastico, dalla caratteristica alveolatura interna, e per questo ho capito il motivo per cui è tanto caro a Cinzia, che è una fan di questo pane dal 2007! Per ogni dettaglio vi rimando al suo blog e ad una raccolta di esperimenti sia suoi che di altre bloggers.

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