Rossi d’Autore: degustazioni …con dolce sorpresa!

Lo scenario elegante dell’hotel Cavalieri Hilton di Roma ha ospitato nei giorni scorsi Rossi d’Autore, una degustazione di rossi d’eccellenza presentata da Enocommerciale 2000 (Laura Berca e Stefania Casavecchia), rinomato marchio romano di distribuzione di vini di qualità.
Circa 22 aziende vitivinicole del territorio italiano – solo alcuni nomi: Ceretto, Dal Forno, Mastroberardino, Hofstatter, Villa Sparina, Marco Felluga e Ruissiz Superiore, Baroni Ricasoli, Villa Simone - hanno presentato i loro migliori cru, dando vita ad una straordinaria degustazione di rossi d’eccellenza, per il piacere sia di veri conoscitori e professionisti del settore che per palati meno esperti.
Una degustazione perfettamente accompagnata da note gastronomiche gustose: abbinamenti di formaggi che raccontano la storia dei loro produttori e del territorio di provenienza. L’azienda Arbiora ha presentato una degustazione di formaggi di diverse forme e stagionature, tutti a latte crudo di capra allevata nella Langa Astigiana, stagionati nelle cantine in pietra di Bubbio, come l’Avié, il Talì e la Robiola di Roccaverano, presidio Slow Food.

In questa cornice, al centro della sala spicca silenziosamente una bottiglia: ha una forma particolare ed è custodita in una cassetta di legno, avvolta da drappi rossi volteggianti e grappoli d’uva.

Read more

EmailFacebookGoogle BookmarksTwitterSegnalibro

Palermo in un giorno?

Addio Steve Jobs

E’  possibile visitare Palermo in 24 ore?  Visitarla tutta senz’altro no,  respirarla sì,  assaggiarla anche, soprattutto se si ha in mente un obiettivo gastronomico.

Tanto per iniziare a ‘carburare’ si parte con una colazione alla pasticceria Cappello,  dove il dilemma è se tenere gli occhi più appiccicati (verso il basso) ai dolci nelle vetrine del bancone o (verso l’alto) alle targhe appese alle pareti,  che raccontano il passato e la storia di questo luogo ‘di culto’. Dato che io non sono riuscita a decidermi sulla questione,  i miei occhi,  come palline da ping pong, hanno giocarto una partita senza fine in verticale.

Dalla ‘scontata’ pasticceria,  si passa ad una insolita sosta barba e capelli per il consorte,  che da quasi 12 anni aspirava a tornare dallo stesso barbiere palermitano in zona Piazza della Marina, che all’epoca lo aveva deliziato con un massaggio memorabile.

Ristorati e belli pettinati,  iniziamo il nostro tour da Piazza della Marina,  a pochi passi dal mare: una delle più grandi piazze di Palermo,  il cui centro è occupato da una grande villa e da un parco, dove troneggiano ficus centenari giganti,  un assaggio del giardino botanico di Palermo. Read more

Gelo di melone bianco di Sicilia: un po’ d’estate…per tutto l’inverno!

Follow my blog with Bloglovin

Cena a San Vito lo Capo, al tavolo accanto al nostro una signora napoletana con famiglia al seguito scorre il menu, mentre il cameriere siciliano lo snocciola a menadito ad altavoce: ‘ …come primi piatti abbiamo busiate di mare,  spaghetti alle vongole….’ La signora napoletana lo interrompe per chiedere delucidazioni: ‘trafila…?‘ …puntini di sospensione….sulla fronte semiperlata del cameriere si disegna improvvisamente un punto interrogativo gigante. La signora, spinta dal silenzio del suo interlocutore, dettaglia la sua domanda: ‘la trafila degli spaghetti, che numero è???’ E il cameriere siciliano, colto alla sprovvista come un secchione all’esame che toppa la domanda x la lode, senza tema d’incertezze, glissa amabilmente e chiòsa pacatamente: ‘…signora, le consiglio vivamente le busiate.‘ E lei muta acconsente.

Per fare un paragone, direi che io in Sicilia, davanti alla miriade di novità per il palato, mi sono stupita di  sentirmi un po’ ‘ignorante’ come il cameriere davanti al concetto di trafila dello spaghetto. Quando invece da foodblogger mi sarei aspettata di assomigliare di più alla signora rompicoglioni che non la smette di fare domande assurde su questo o quell’altro piatto. Una novità per me assoluta è stato il ‘gelo di mellone’, che in siciliano non sta per melone, ma per anguria. Il gelo di melone è una gelatina di anguria, o meglio ancora un budino, un dolce al cucchiaio. Semplicemente divino, alla vista e al gusto, rosso-rosa trasparente con i pezzettini di cioccolato fondente al posto dei semini. Si puó gustare da sola o come farcia di una crostata.

Questa è una rivisitazione personale della ricetta classica, da preparare con il melone ‘vero’, il melone bianco di Sicilia per la precisione, di cui avevamo la macchina carica quando siamo tornati. Il melone bianco è detto anche melone d’inverno, perchè ben conservato si mantiene fino all’inverno. Così potremo portarci dietro un po’ d’estate… per tutto l’inverno :-) Il risultato è stato più che soddisfacente, il gusto strepitoso. Da provare! Per avere una consistenza gelatinosa, il segreto è utilizzare solo il succo del melone bianco e non invece frullare tutta la polpa del melone. E la polpa che resta non va assolutamente buttata, perchè non essendo più troppo liquida sarà l’ideale per una marmellata di melone bianco (preparata e pronta per essere fotografata e postata…!).

Read more